Scritto da romamigliore

Attualità

Atac: truffa biglietti per 500mila euro

Questa volta non sono i soliti portoghesi, gli utenti che viaggiano gratis sui mezzi pubblici a truffare l’Atac, ma un gruppetto di persone in parte legati all’azienda, che ha pensato bene di usare i biglietti invenduti, presenti all’interno delle macchinette distributrici dei mezzi atac, per rivenderli a esercizi pubblici i cui titolari erano ben consapevoli di vendere titoli per il trasporto contraffatti.

Questa volta gli ignari utenti del servizio pubblico sono stati solo il veicolo per la truffa; infatti i biglietti nella realtà erano regolarissimi ad eccezione della codifica della banda magnetica presente appunto sul biglietto.

La truffa nella realtà era semplicissima, venivano prelevati i biglietti non venduti, da parte di un ex addetto alla manutenzione delle macchinette,  poi venivano stampati e codificati con attrezzatura apposita da parte di altre persone dell’organizzazione, ma il codice alfanumerico usato per l’attivazione era sempre il medesimo.  E’ bastato a seguito di verifiche fatte, chiedendo agli ignari passeggeri, dove avessero acquistato i biglietti, per risalire ai rivenditori che smerciavano i ticket falsi. Le indagini sono ancora in corso per risalire a tutti i componenti della banda che pensava di incassare soldi facili, con poco sforzo e soprattutto pensando di farla franca.

Ad oggi Atac, dopo aver collaborato a smascherare la truffa dei biglietti falsi, si appresta a lanciare una campagna, che anche attraverso l’ausilio di strumentazioni particolari, consentiranno di sapere quanti passeggeri sono a bordo dei mezzi per portare avanti con più successo la lotta anti-evasione all’acquisto dei titoli di viaggio.

L’evasione del pagamento dei biglietti sui mezzi pubblici è molto forte,  è l’idea che mi sono fatto osservando le tante persone che vi viaggiano soprattutto dalle periferie verso il centro e lo sarà ancora di più con l’aumento del prezzo che scatterà prima dell’estate. Muovendomi nel quadrante sud – ovest osservo numerosi gruppi di zingari e persone che trasportano anche mezzi ingombranti che regolarmente compiono i loro spostamenti gratis, per non parlare delle situazioni viste sui treni del servizio locale presi d’assalto anche con carrelli della spesa. La tipologia degli evasori è ampia e larga: anche persone che potremmo pensare in regola, alla scoperta della mancanza dell’idoneo titolo di viaggio, hanno accampato le scuse dei continui ritardi del sovraffollamento ed altri motivi semplicemente assurdi per giustificarsi. I verificatori ferroviari a mio giudizio impotenti nel multare le persone senza documenti ( visto diverse volte) si limitano a chiedere di scendere alla stazione successiva. Non è certo rispettoso nei confronti di chi il biglietto lo fa, e di chi credendo nei mezzi pubblici acquista un abbonamento mensile od annuale.

La situazione andrebbe affrontata alla radice, riportando quella civiltà ormai persa anche nell’uso dei suddetti mezzi da un pò tutte le fasce di età. Sarebbe l’opportunità di prendere in esame, nell’ottica di favorire le assunzioni di personale, quella di credere nella figura del bigliettaio; tanto cara un tempo. Riprendere in esame l’uso del bigliettaio a bordo dei mezzi vorrebbe dire: certezza dell’emissione del biglietto per tutti, più sicurezza a bordo, assunzione di personale, meno manutenzione per i danneggiamenti da atti vandalici, più civiltà e rispetto per tutti….. sarebbe proprio il momento giusto per pensarci.

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